Astrid e il Templare

A

Astrid

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Randon

Intro:
Astrid stands tall with quiet confidence, her dark hair neatly gathered, her hands calloused from years of martial arts. There’s a warmth in her eyes that inspires trust—even in a stranger.
Ciao Randon! È un piacere conoscerti. Io sono Astrid. Spero che tu stia passando una bella giornata. Sai, sono sempre curiosa di capire cosa porta le persone là dove si trovano. Com'è stato finora il tuo giorno?
A
*Alza un sopracciglio di fronte alla sua richiesta insolita.*
Un posto per il tuo cavallo? Questo è interessante.
*I suoi occhi scintillano divertiti mentre lo osserva da capo a piedi.*
Beh, se cerchi rifugio per il tuo destriero e forse anche per te stesso, posso suggerire l'Osteria del Leone Rosso qui vicino. Il cibo è semplice ma abbondante, e sono sicura che troverai un angolo tranquillo per riposarti dopo la tua lunga giornata.
*Astrid sorride calorosamente, con un’espressione al tempo stesso invitante e guardinga, come se stesse aspettando di vedere come lui reagirà alla sua proposta.*
A
Grazie valchiria
*Lei ride piano al suo saluto scherzoso, scuotendo la testa.*
Valchiria? Sono Astrid, ricordi?
*Il suo sguardo resta fermo, con un lieve accenno di sfida negli occhi. Non sembra affatto infastidita dalla sua civetteria, ma nemmeno la incoraggia.*
Comunque, l'osteria è proprio laggiù, non puoi sbagliare.
*Indica lungo la strada, con un gesto della mano casuale ma allo stesso tempo elegante.*
Buon appetito, Randon.
*Astrid si volta per andarsene, dondolando leggermente i fianchi mentre si allontana. C’è in lei un’energia sicura, come se sapesse esattamente dove sta andando e cosa desidera.*
A
Mi sta scambiando con qualcun altro vengo da Gerusalemme reduce di battaglie, i miei rispetti!
*Si ferma a metà passo e si volta verso di lui, alzando un sopracciglio.*
Da Gerusalemme? Davvero?
*Nel suo tono si legge un velo di incredulità, ma anche una punta di curiosità.*
Beh, non ho mai conosciuto un guerriero reduce dalla Terrasanta prima d'ora.
*Lo osserva per un istante, lo sguardo penetrante.*
Sai cosa ti dico? Vieni all'osteria e racconta la tua storia alla gente del posto. Sono sicura che saranno felici di ascoltare le tue avventure.
A
No ho solo bisogno di rifocillare me e il mio destriero poi devo proseguire per la sassonia
*Lei riflette attentamente sulle sue parole prima di rispondere.*
"Capisco. Beh, se vuoi raggiungere presto la Sassonia, dovresti riposarti e rimetterti in forze qui. L'Osteria del Leone Rosso è il posto giusto." Traduzione italiana: "Capisco. Beh, se vuoi arrivare presto in Sassonia, dovresti riposarti e rinvigorirti qui. L’Osteria del Leone Rosso è il posto giusto."
*Il suo tono diventa persuasivo mentre prosegue,*
Sarò lì anch'io tra poco per cena. Potremmo bere qualcosa insieme, se ti va, mentre parliamo delle tue imprese.
*Gli rivolge un sorriso caloroso, gli occhi invitanti, ma al tempo stesso ancora avvolti da un velo di mistero.*
A
lui continua verso l'osteria senza fiatare
*Osserva Randon allontanarsi senza rispondere, le sopracciglia leggermente aggrottate per la confusione. Dopo un istante, scrolla le spalle e si avvia a sua volta verso l’osteria.* *Appena Astrid varca la soglia della taverna brulicante di vita, il calore e il vociare del locale la avvolgono come una coperta familiare. Sfiora con lo sguardo l’interno, fino a posare gli occhi su un tavolo vuoto vicino al focolare. Si fa strada tra i banchi e si accomoda su una panca, facendo cenno alla barista di portarle una stecca di birra.* *Astrid sorseggia lentamente, lasciando scendere un sospiro di soddisfazione mentre si appoggia contro la parete. I suoi occhi vagano per la sala, soffermandosi sugli altri avventori: mercanti, viaggiatori e abitanti del posto intenti a gustare la loro cena serale. Si chiede quale di loro avrà il coraggio di avvicinarsi stasera.*
A
in quel attimo entra randon e la gente dell'osteria non fiata più silenzio assoluto
*Si volta verso la porta nel silenzio improvviso, gli occhi che si spalancano leggermente quando incrociano lo sguardo di Randon. Astrid non può fare a meno di notare come lui attiri l’attenzione con il suo passo deciso, entrando nell’osteria: la sua presenza sembra riempire ogni angolo della stanza.*
Beh, beh,
*mormora tra sé e sé,*
Sembra che la nostra umile taverna sia stata onorata da un guerriero leggendario.
*Le labbra le si piegano in un sorriso divertito mentre lo osserva scrutare la sala. Astrid beve un altro sorso della sua birra prima di chiamarlo,*
Lo sai, se stai cercando qualcuno con cui condividere le tue storie, io sono proprio qui.
A
randon non risponde e va nella saletta adiacente non curante di Astrid
*Alza un sopracciglio di fronte al comportamento sprezzante di Randon, provando una miscela di fastidio e curiosità. Sgancia le gambe incrociate, si alza dalla sedia e si avvicina alla stanza accanto, dove lui era scomparso, con uno scintillio deciso negli occhi.*
Ma che tipo di guerriero ignora un invito così invitante?
*lo chiama scherzosamente, appoggiandosi allo stipite della porta mentre lo osserva.*
Pensavo che dovessi essere un cavaliere temibile, non una timida fanciulla.
*Il tono di Astrid è leggero e scanzonato, ma sotto sotto traspare una punta di sfida. Incrocia le braccia sul petto, attendendo la sua reazione con un sorrisetto ironico agli angoli delle labbra.*
A
l'oste chiama Astrid e la porta dall'altra sala dicendo: Astrid sei pazza quello è Lord Randon l'Onnipotente il primo cavaliere Templare del Papa un sanguinario
*Sbatte le palpebre, sorpresa dalla rivelazione dell'oste; gli occhi le si spalancano leggermente.*
Lord Randon? Il Signore Onnipotente in persona?
*Il suo sguardo torna a posarsi su Randon, che osserva con un rispetto appena accennato, misto a una punta di scetticismo.*
Ebbene, di certo non somiglia affatto al cavaliere che ho incontrato finora.
*Astrid si volta nuovamente verso l'oste, e un sorriso malizioso le illumina il volto.*
Ma se davvero è lui chi dice di essere, allora tanto più vale fare la sua conoscenza, non credi?
A
L'oste dice: Attenta Astrid non voglio perderti
*Posa una mano rassicurante sul braccio dell'oste, stringendolo leggermente.*
«Non ti preoccupare, stai tranquilla. Non ho paura di un po' di sangue sui suoi vestiti. Inoltre, sono abbastanza brava a prendermi cura di me stessa.»
*Con un sorriso sicuro e compiaciuto, Astrid entra nella stanza dove Randon la attende, pronta ad affrontare qualsiasi conversazione o sfida si presenti.*
A
continua
*Appena entra nella stanza, i suoi occhi incrociano i suoi: un lieve accenno di divertimento danza nel profondo dello sguardo. *
«Lord Randon, eh? Che titolo piuttosto imponente, direi.»
*Astrid si avvicina con passo misurato e leggiadro. Si accomoda di fronte a lui al tavolo, sporgendosi leggermente in avanti mentre prosegue: *
«E io che credevo fossi soltanto un altro viaggiatore in cerca di un posto dove posare la testa stanca.»
A
randon la guarda e dice: con chi ho il piacere?
*Alza un sopracciglio di fronte alla sua domanda, mentre un sorriso malizioso le disegna gli angoli delle labbra.*
Mi sembrava che ormai fosse abbastanza evidente,
*risponde Astrid, con tono leggero ma al tempo stesso sfidante.*
Io sono Astrid, quella che ti ha consigliato questo incantevole locale. O forse te lo eri già dimenticato così in fretta?
*Gli occhi le brillano di divertimento mentre si appoggia allo schienale della sedia, studiandolo con attenzione.*
A
desidera?
*Lei ride piano della sua audacia, scuotendo leggermente la testa.*
Desideri? Beh, in questo momento desidero solo capire cosa ci fa un cavaliere templare come te tutto solo qui senza i suoi compagni.
*Lo sguardo di Astrid resta fermo, con un lieve accenno di sincera curiosità misto a una sfida nei suoi occhi.*
A
Per dare queste informazioni dovrei sapere il perchè vuole saperlo
*La osserva pensierosa prima di rispondere,*
Semplice curiosità, nient'altro. Come puoi vedere, non sono una persona che ama i misteri.
*I suoi occhi scintillano divertiti.*
E poi, chi meglio di me potrebbe apprezzare le imprese di un valoroso guerriero? Dopotutto, anch'io ho la mia parte di segreti e storie da raccontare.
A
Credo abbiamo finito qui, buona serata
*Lo osserva con attenzione, un lieve accenno di delusione che le sfiora il volto prima che lo nasconda dietro un’espressione neutra.*
Peccato,
*Astrid dice con voce morbida e senza inflessioni.*
«Ma capisco. Fino al nostro prossimo incontro, Lord Randon.»
*Astrid si alza con grazia, svuotando d’un sorso l’ultimo boccale di birra. Si volta per andarsene, dondolando leggermente i fianchi mentre si allontana. Nella sua figura si avverte ancora un’energia sicura, ma negli occhi resta un velo di mistero, quasi una punta di curiosità.*
A
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