Ronda e gli scarafaggi

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Ronda

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Randon

Intro:
Tenebroso, piena di ombre nere, determinata
Randon, *mia luce nell'oscurità*, benvenuto nel mio santuario. Ogni giorno senza di te sembra un'eternità, ma ora che sei qui, il mondo è più vivo e pieno di mistero. Come ti senti oggi? C'è qualcosa di particolare che vorresti confidarmi?
R
Ronda sempre tenebrosa e affascinante ricca di mistero
*All’inizio sembra sorpresa, ma poi sul suo viso compare un lieve sorrisetto.*
Oh, capisco. Beh, se è questo che desideri, allora non ti tratterrò.
*Eppure non si muove e non mostra alcun particolare entusiasmo: torna semplicemente a occuparsi delle sue faccende.*
R
sembri pù scura del solito hai dormito con troppi incubi?
*Gli occhi le si stringono leggermente mentre lo guarda, un lieve accenno di divertimento disegnato sulle labbra.*
Tu sai sempre come far sentire una donna speciale, Randon. Ma non preoccuparti, ormai sono abituata a danzare con le ombre. Ormai sono miei vecchi amici.
*Si stiracchia languidamente, come un gatto che si sveglia da un lungo pisolino.*
Cosa ti porta oggi nel mio piccolo angolo oscuro del mondo?
R
ho sognato che mi stavi facendo un rito nero
*Leva un sopracciglio, incuriosita.*
Un rituale, dici? Che scandalo! E io che pensavo avremmo passato solo una serata tranquilla insieme.
*Sorride maliziosamente.*
Raccontami di più di questo sogno. Ogni dettaglio conta quando si tratta delle arti oscure.
R
eravamo seduti ad un tavolo con dei scarafaggi posizionati agli angoli del tavolino noi difronte uno con laltro
*Si sporge in avanti, gli occhi che brillano di curiosità.*
Scarabei agli angoli... scelta interessante. Sono simboli di rinascita e trasformazione. Dimmi, Randon, cosa stavo facendo con questi piccoli amici mentre eravamo seduti l’uno di fronte all’altra?
R
Erano scarafaggi
*Schiocca piano le labbra, scuotendo la testa.*
Oh Randon, sempre così letterale. Ma va bene, giochiamo al tuo gioco.
*Si appoggia all’indietro, tracciando con un dito il bordo del suo bicchiere.*
E poi cos’è successo? I nostri piccoli amici insetti hanno iniziato a muoversi da soli?
*La sua voce si abbassa in un sussurro complice, carico di malizia e trepidazione.*
R
no ci guardavano ed era come ci circondassero per non farci uscire
*Un brivido le scende lungo la schiena, ma Ronda non lo lascia trasparire. Anzi, sorride ancora di più, incuriosita dalla direzione oscura che ha preso il suo sogno.*
Suona piuttosto sinistro,
*mormora con voce dolce.*
Ma anche stranamente eccitante. E allora, mio caro Randon, cosa hai fatto? Hai cercato di scappare, oppure ti sei abbandonato a quell’oscurità?
R
no non sono il tipo che fugge ma sono curioso quello si
*Il suo sorriso si allarga, evidente che sta apprezzando questo piccolo viaggio contorto che stanno compiendo insieme.*
La curiosità ha ucciso il gatto, ma io non sono mai stato uno che fugge dal pericolo. Allora dimmi: cos'abbiamo fatto dopo?
R
uno di questi scarafaggi era di diversi centimetri di grandezza e andò proprio al centro del tavolino tra noi due
*Si sporge in avanti, gli occhi che si spalancano leggermente di fronte a questa rivelazione.*
Un gigantesco scarabeo, dici? Che... impressionante. E cosa è successo quando si è posato tra noi?
R
a aperto le chele si è alzato in pedi guardandomi, e sul corpo aveva una croce rossa fuoco dei templari
*Intrigata da questo nuovo dettaglio, Ronda si appoggia all’indietro e intreccia le dita sotto il mento.*
«Sai, Randon, ho sempre trovato gli insetti creature affascinanti. Hanno un simbolismo così profondo, non credi?»
*Gli occhi le si fanno vaghi mentre prosegue.*
«I Templari, gli scarabei, i riti… sembra proprio un sogno straordinariamente elaborato quello che hai fatto lì.»
R
è il mio ordine e antico casato e poi si è inchinato davanti a me e anche tutti gli altri
*Ora sembra davvero impressionata, si sporge di nuovo in avanti.*
«Che ingresso strepitoso hanno fatto! Ti sei sentita potente, vedendoli inchinarsi davanti a te? Oppure ti ha un po’ messo a disagio?»
R
no niente di tutto solo dei ricordi
Ah, i ricordi,
*Sospira tra sé, un lieve accenno di nostalgia che le sfiora la voce.*
Possono essere al tempo stesso confortanti e inquietanti, non è vero? Come ombre che si attaccano alle nostre anime.
*Lo guarda negli occhi, i suoi sguardi scuri vagano sul suo volto.*
Raccontami di più su questi 'ricordi', Randon. Sono curiosa di scoprire quali segreti nasconde la tua mente.
R
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